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Scienze sociali in dialogo

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Presentazione della tavola rotonda interdisciplinare

Tiziano Vecchiato[1]

Agire agapico e scienze umane

Il tema di questo seminario, l’amore, rappresenta una sfida non solo per la sociologia e per le scienze sociali, ma per tutte le scienze umane. Le ricerche infatti che intendono l’amore come dono di sé incondizionato e condivisione di un destino di vita, non sono numerose, anzi piuttosto timide anche in psicologia, economia, scienze politiche e discipline internazionali.

Eppure siamo convinti che l’agire agapico rappresenti una novità e un problema aperto per gli uomini e le donne di oggi, soprattutto se in dialogo tra generazioni. L’agire agapico infatti richiede di pensare in termini plurali, allargando i confini del proprio spazio di vita, per aprirlo a ogni persona, facendone spazio e occasione di nuovi modi di essere e stare con gli altri in società.

Ritengo che le scienze che rinunciano ad affrontare questi aspetti, rischiano di perdere capacità e legittimazione di scienze umane, nel senso profondo che questo termine può significare. La vera conoscenza scientifica è quella che sviluppa “soluzioni” ai problemi, nello stesso modo dei frutti, possibili grazie ai fiori che li hanno preceduti e preparati. Una conoscenza incapace di risposte pratiche, cioè utilizzabili per affrontare i problemi umani, è conoscenza sterile, fiore che appassisce.

Le discipline umane non devono quindi sentirsi appagate dalla sola capacità di lettura e analisi dei problemi. Se non sono in grado di misurasi con le possibili soluzioni intese come risposte alle molte domande che ci vengono rivolte, rimangono lontane dall’umanità, finiscono per essere autoseduttive e appagate di se stesse.

La ricerca finalizzata a contrastare questi rischi, come quella promossa da Social-One, può aprire strade inedite, innanzitutto per una rinnovata visione delle scienze umane, in quanto discipline capaci di dare soluzione e quindi speranza ai problemi che non hanno risposta, in un momento in cui ce n’è molto bisogno.

L’agire agapico infatti ha caratteristiche che includono e trascendono l’amore inteso come philia e eros, allargando la propria sfera d’azione alla gratuità, alla creatività e alla reciprocità. Su questo ritengo che abbia molto da dire la psicologia sociale, in quanto disciplina che si occupa della psiche umana in situazione, intesa nel rapporto sinergico tra ego, alter e noi.

L’agire agapico può portare a riflettere sulle radici valoriali e culturali che hanno dato forma ai moderni sistemi di welfare, non solo nel nostro Paese, ma in tutto l’Occidente e che sono alla radice dei modi con cui i nostri sistemi politici cercano di dare risposte ai bisogni personali e sociali. Nel caso delle politiche sociali ad esempio il nostro Paese fa fatica a pensare oltre l’assistenza, la beneficenza, il risarcimento. Fatichiamo a credere che le persone possano trovare risposte ai problemi nella condivisione di responsabilità, cioè in termini di amore e di fraternità umana. Questo vuoto da colmare può essere di grande stimolo non solo per la scienza sociale ma anche per la scienza politica e per l’orientamento delle relazioni internazionali.

L’agire agapico chiede di superare la visione ristretta dell’homo oeconomicus, offrendo nuove piste di ricerca in economia, come ad esempio i beni relazionali, la felicità, la reciprocità e la fiducia. Anche i sistemi di welfare, cioè di promozione della solidarietà, potranno trarne benefici e soprattutto metterli a disposizione, per alimentare la fiducia che è parte costitutiva dell’agire agapico.

Non mi resta che dare la parola ai nostri esperti che partecipano alla tavola rotonda interdisciplinare.

Presento allora Simonetta Magari psichiatra e psicoterapeuta. Simonetta Magari è Direttore sanitario di un centro di riabilitazione per la disabilità intellettiva e docente alla scuola di specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università Cattolica di Roma, nonché coordinatrice del gruppo di ricerca affine a Social-One, “Psicologia e Comunione”.

Sono lieto di presentare inoltre Vittorio Pelligra, ricercatore di Economia Politica all’Università di Cagliari e docente in diversi master presso l’Università Milano-Bicocca e all’Università di Ginevra.

Per la scienza politica abbiamo due esperti: Simone Borg, docente di diritto internazionale e ambientale all’Università di Malta e consulente legale del Governo locale e Pasquale Ferrara, diplomatico e capo-ufficio stampa del Ministero degli esteri. Saggista ed esperto di temi internazionali, Pasquale Ferrara è inoltre docente alla GeorgeTown University di Washington.

[1] Direttore Fondazione E. Zancan onlus, Centro studi e ricerca sociale, Padova.

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